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Comunicato del 27 marzo 2025

27/03/2025

Preoccupazioni sul Disegno di Legge n. 1241 e le Implicazioni per le Professioni Sanitarie

Il Sindacato Nazionale SINAPSI esprime profonda preoccupazione riguardo al Disegno di Legge n. 1241, attualmente in discussione al Senato, che attribuisce in via esclusiva ai medici le competenze di diagnosi, prognosi e terapia. Questa disposizione solleva serie implicazioni per l’intero sistema sanitario nazionale e per le diverse professioni che vi operano.

Impatto sulle Professioni Sanitarie Non Mediche

L’attribuzione esclusiva ai medici delle funzioni di diagnosi e terapia rischia di marginalizzare il ruolo di professionisti sanitari quali infermieri, psicologi, fisioterapisti e altri specialisti. Queste figure, attraverso percorsi formativi specifici e altamente qualificati, contribuiscono in modo significativo alla salute e al benessere dei pazienti. Limitare le loro aree di competenza potrebbe compromettere l’efficacia dei percorsi di cura integrati, fondamentali per rispondere alle complesse esigenze sanitarie della popolazione.

Dequalificazione della Professione di Psicologo

Particolarmente allarmante è l’effetto che tale disposizione potrebbe avere sulla professione di psicologo. Dal 2018, con l’approvazione della Legge 3/2018, la psicologia è stata riconosciuta a pieno titolo come professione sanitaria . Gli psicologi sono abilitati a effettuare valutazioni psicodiagnostiche e a definire interventi terapeutici specifici per i disturbi psicologici. Escluderli dalle funzioni di diagnosi e terapia significherebbe non solo dequalificare la professione, ma anche privare i cittadini di interventi specialistici fondamentali per la salute mentale.

Rischi per l’Efficienza del Sistema Sanitario

La limitazione delle competenze diagnostiche e terapeutiche ai soli medici potrebbe inoltre aggravare le criticità già esistenti nel sistema sanitario, come l’allungamento delle liste d’attesa e il sovraccarico dei pronto soccorso. Attualmente, molte procedure diagnostiche e terapeutiche sono gestite efficacemente da professionisti non medici, alleggerendo il carico di lavoro dei medici e garantendo tempi di risposta più rapidi per i pazienti. Ridurre il ruolo di queste figure potrebbe quindi compromettere l’efficienza e la tempestività delle cure.

Appello al Dialogo e alla Revisione del DDL

Alla luce di queste considerazioni, il Sindacato Nazionale delle Professioni Sanitarie invita le istituzioni competenti a riconsiderare le disposizioni contenute nel DDL n. 1241, promuovendo un confronto costruttivo con tutte le categorie professionali coinvolte.

È fondamentale riconoscere e valorizzare le competenze di tutti i professionisti sanitari, garantendo un approccio multidisciplinare che risponda in modo efficace e integrato ai bisogni di salute della popolazione.

In un momento storico in cui la sanità affronta sfide senza precedenti, è essenziale adottare misure legislative che rafforzino, anziché indebolire, la collaborazione tra le diverse professioni sanitarie, nell’interesse primario dei cittadini e del diritto alla salute sancito dalla Costituzione.

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